PROGRAMMAZIONE CULTURALE
La programmazione culturale di The Tidal Garden esplora il ruolo delle alofite e degli ambienti salinizzati nel ridefinire i paradigmi di adattamento al cambiamento climatico. Curando contributi di professioniste e professionisti della gastronomia, dell’arte e della ricerca, The Tidal Garden promuove strategie, pratiche e narrative che integrano queste piante nell’immaginario e nel patrimonio culturale e culinario delle comunità locali.
Negli anni, The Tidal Garden ha curato eventi, programmi e workshop per TBA21, re:arc institute, Bauhaus of the Seas Sails, Salt of the Earth, ADI Design Museum, Padiglione dell’Uzbekistan/Aral School e Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, tra gli altri.
A destra: Il Nome per Mondo è Marea. Performance di Gaia Ginevra Giorgi. Parte di Suolo Sapido, programma curato da The Tidal Garden per TBA21. 2023
La programmazione culturale di The Tidal Garden esplora il ruolo delle alofite e degli ambienti salinizzati nel ridefinire i paradigmi di adattamento al cambiamento climatico. Curando contributi di professioniste e professionisti della gastronomia, dell’arte e della ricerca, The Tidal Garden promuove strategie, pratiche e narrative che integrano queste piante nell’immaginario e nel patrimonio culturale e culinario delle comunità locali.
Negli anni, The Tidal Garden ha curato eventi, programmi e workshop per TBA21, re:arc institute, Bauhaus of the Seas Sails, Salt of the Earth, ADI Design Museum, Padiglione dell’Uzbekistan/Aral School e Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, tra gli altri.
A destra: Il Nome per Mondo è Marea. Performance di Gaia Ginevra Giorgi. Parte di Suolo Sapido, programma curato da The Tidal Garden per TBA21. 2023

Estratto da Un Vocabolario Per Terre Aride e Umide. 2025UN VOCABOLARIO PER TERRE ARIDE E UMIDE
2025
Ciclo di workshop sviluppato per il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti alla Biennale di Architettura di Venezia
Un Vocabolario per Terre Aride e Umide è un ciclo di workshop che esplora come le pratiche alimentari vengano plasmate e rispondano alle pressioni ambientali. Concentrandosi su due diversi processi di desertificazione – la siccità estrema negli Emirati Arabi Uniti e la salinizzazione del suolo nella Laguna di Venezia – i workshop hanno cercato di sviluppare un linguaggio comune per riflettere su come potremmo vivere e nutrirci in climi desertici.
Abbracciando l’aneddotico, lo spaziale, il culinario e lo storico, i contributi al vocabolario emergono da sessioni di riflessione collettiva.Essi assumono la forma di un glossario corale, inteso non come un insieme chiuso di definizioni ma come un vocabolario condiviso e in evoluzione.
Senza puntare a un risultato finale o a una conclusione definitiva, il progetto mette in primo piano il processo di scambio reso possibile da questi incontri. È questo modo che presta attenzione al potere delle parole di creare spazi e mondi, e alla capacità delle storie di essere raccontate, condivise e vissute altrimenti.
Al centro di questo processo vi è la resistenza alle eredità coloniali delle narrazioni sulla desertificazione e al ruolo che l’etichettatura di determinati territori come sterili e inabitabili ha svolto nell’appropriazione territoriale, nell’espropriazione ecologica e nell’emarginazione delle comunità.
2025
Ciclo di workshop sviluppato per il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti alla Biennale di Architettura di Venezia
Un Vocabolario per Terre Aride e Umide è un ciclo di workshop che esplora come le pratiche alimentari vengano plasmate e rispondano alle pressioni ambientali. Concentrandosi su due diversi processi di desertificazione – la siccità estrema negli Emirati Arabi Uniti e la salinizzazione del suolo nella Laguna di Venezia – i workshop hanno cercato di sviluppare un linguaggio comune per riflettere su come potremmo vivere e nutrirci in climi desertici.
Abbracciando l’aneddotico, lo spaziale, il culinario e lo storico, i contributi al vocabolario emergono da sessioni di riflessione collettiva.Essi assumono la forma di un glossario corale, inteso non come un insieme chiuso di definizioni ma come un vocabolario condiviso e in evoluzione.
Senza puntare a un risultato finale o a una conclusione definitiva, il progetto mette in primo piano il processo di scambio reso possibile da questi incontri. È questo modo che presta attenzione al potere delle parole di creare spazi e mondi, e alla capacità delle storie di essere raccontate, condivise e vissute altrimenti.
Al centro di questo processo vi è la resistenza alle eredità coloniali delle narrazioni sulla desertificazione e al ruolo che l’etichettatura di determinati territori come sterili e inabitabili ha svolto nell’appropriazione territoriale, nell’espropriazione ecologica e nell’emarginazione delle comunità.
Poiché tali retaggi si insinuano nei discorsi contemporanei sul cambiamento climatico e modellano il modo in cui le possibilità future di vita vengono immaginate – o precluse – il lavoro intrapreso in questi workshop ha cercato di contrastare i loro effetti limitanti.
Anziché precludere il futuro, il vocabolario raccoglie parole, ingredienti e pratiche alimentari emersi in ambienti aridi e salini, tracciandone le ramificazioni e gli intrecci con le pratiche spaziali, materiali, atmosferiche e narrative che sostengono le infrastrutture di vita in queste ecologie.
![]()
Anziché precludere il futuro, il vocabolario raccoglie parole, ingredienti e pratiche alimentari emersi in ambienti aridi e salini, tracciandone le ramificazioni e gli intrecci con le pratiche spaziali, materiali, atmosferiche e narrative che sostengono le infrastrutture di vita in queste ecologie.

DIGHE SALATE
2024
Evento curato ad Amburgo e parte del progetto Bauhaus Of The Seas Sails finanziato dall’Unione Europea
2024
Evento curato ad Amburgo e parte del progetto Bauhaus Of The Seas Sails finanziato dall’Unione Europea